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Lunga e diritta correva la strada... ma neanche tanto...
Sto scrivendo a più riprese un post abbastanza denso della mia "prima volta" a Rennes... in due parole non sarebbe semplice da descrivere, specialmente tenendo conto delle 22 ore continuative di viaggio a partire dal tacco dello stivale per giungere quasi ai confini con la Spagna...
Sapevo il mio uomo fosse matto... ma non fino a questo punto!
Era ormai un simbionte con volante e sedile, quando ci siamo fermati a Rennes le Bains e gli ho detto "sai che mica ci credevo quando mi dicesti UN GIORNO ANDREMO A RENNES, E' UNA PROMESSA"
La sua risposta, tra il trafelato, l'incazzato e lo stanco morto è stata
"DOVRESTI CONOSCERMI ABBASTANZA PER SAPERE CHE LE PROMESSE LE MANTENGO TUTTE"
Di questo viaggio, mi è rimasta impressa una lezione fondamentale: MAI E DICO MAI farsi prendere da grandi aspettative frutto dell'altrui visione.
Mi spiegherò meglio.
1)"La grande impresa di Sauniere" è decisamente meno grande di quanto non appaia nelle foto o nei documentari.
2)I francesi sono di una mostruosa antipatia (...francesi falsi e cortesi...)
3)Raggiungere Rennes implica pazienza, molta passione ed una buona dose di Fede.
4)La cassoulet(te?) è una schifezza immonda, così come le cozze con le patate fritte.
5)Il caffè CAFFE' è un sogno lontano.Portatevi la moka ed un riduttore.
La visita a Millau è stata discretamente improduttiva... speravo di trovare Emma portata in palmo di mano come una regina ma, a conti fatti, l'associzione a lei intitolata, non ha neanche finito di allestirne il museo.
Una bella delusione, aggiungendo che, per restauri, l'accesso alla torre ottagonale della piazza è interdetto.
A Carcassonne ho scoperto che la SESA è aperta solo il mercoledì per scarse 4 ore (io, con la solita fortuna ci son passata di giovedì...), una signorina gentile dell'ufficio sovrastante si è resa disponibile ad inviarmi quel che mi serviva non appena visti i miei classici lucciconi da cartone animato giapponese.
Tornando a Rennes le Chateau, rimane un posto "strano"... dove i boschi non profumano come dovrebbero ed anche la lavanda ai piedi della tour Magdala non ispira poesia.
L'ho trovata cupa, un pò triste, quasi carica di "energie negative".
Di villa Bethania è possibile visitare solo due camere (allestite in maniera discretamente confusa e disordinata) ed il museo è una cozzaglia di foto e documenti senza capo ne coda.
Domandando di Robin per avere spiegazioni, alla biglietteria neanche sapevano come rintracciarlo... ed all'Atelier Emprinte, il simpatico (?!?!) omuncolo secco con gli occhiali fa spallucce continue ripetendomi in tno perentorio "I CAN'T HELP YOU".
L'unica persona degna di nota è stata la Signora de "La Baraque à frites", la quale mi ha a lungo parlato divertita di Lincoln, Robin & Co., dandomi anche delle interessanti info su come rintracciare i nomi degli Anziani i quali avi avrebbero visto Emma a Villa Bethania.
A quanto pare, la famosa figurina Guerin Boutron è nelle mani della famiglia Denarnaud che, nel tempo, ha cercato in tutti i modi di chiudere la bocca ai pettegoli di paese per mantenere intatto l'ultimo briciolo di dignità rimasto sull'immagine di Sauniere.
Al suo posto, un'immagine senza storia di Emma in costume da Carmelitana (che perversione... sa tanto di monaca di Monza)
Il paese è piccolo, la gente mormora.
E per molti lustri, la storia sulla distinta cantante Parigina ha animato il Gossip tra quattro case su una collina, neanche fosse stato l'unico argomento di conversazione.
Qualcosa però non mi torna.
A che pro screditare le voci su Emma e Berengere, quando sarebbero servite a far dimenticare le ulteriori dicerie sulla natura dei rapporti tra Marie e l'Abbè?
Mistero.
Uno dei tanti, in quel luogo dimenticato da Dio e dagli uomini che olezza di infelicità e solitudine.
Un luogo comunque strano ed inquietante (terribilis...), che trascina curiosi, cercatori di Tesori e sensitivi a spingersi da remoti spazi del globo per carcare non si sa bene cosa.
D. è un comunissimo uomo, con uno speciale dono e due occhi penetranti.
Pranzando con lui e con sua madre, mi ha confidato di essere stato "chiamato" a Rennes da forze soprannaturali.
Le stesse forze che mi suggerivano di "non tornare indietro".
Sono poco suggestionabile, ma un pensiero comune ci ha percorsi come un brivido sulla porta dell'Eglise... il MALE è stato parte buona della vita per Berengere.
Un male profondo, una ferita incolmabile.
L'insoddisfazione, l'arrivismo, una fede meno potente di quando sarebbe dovuta essere, la solitudine e, sicuramente, un segreto più grande di lui.
Leggo solo ora delle ipotesi sui figli dei due Sauniere sul "Bianco".
I miei conti me li sono fatti bene, e quasi tutto adesso combacia.
Nessun male può essere più profondo di un figlio strappato dal destino.
Rileggo tutto, a momenti mi sembra un delirio (le 24h del ritorno sortiscono il loro effetto)... ma so bene quel che ho provato e le emozioni suscitate dall'Aude a RLC.
Il Segreto non fu il tassello mancante di una mappa, nè la discendenza di un sangue più puro... ma il puzzle di una vita fin troppo ordinata "giusta e perfetta" cui è sicuramente mancato negli ultimi giorni il pezzo più importante, una voragine nera pronta ad inghiottire anche gli ultimi bagliori di luce.
_________________ « Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Sappiamo questo perché essi sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. »
Dernière édition par Xena le Lun Juil 02, 2007 7:56 pm, édité 1 fois.
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