ciao mosca
c'è un articolo nelle pagine francesi che sembra trattare almeno parzialmente l'argomento.
Essendo scemo l'autore, oltre alla scemenza dei contenuti, l'articolo ha il torto di essere in frencese.
http://www.renneslechateau.com/francais/migdom6.htm
Le foto sono là e, se ti interessa, la traduzione dei vari capoversi dovrebbe essere pressappoco questa:
Ashmoedai
Qualche giorno fa, mentre osservavo i quattro sigilli templari nella foto, mi ha attirato quello in basso a sinistra, credo appartenente alla Segreteria del Magistero: ho notato la “croce di simboli” che lo forma e mi sono ricordato di averli già visti su “Archeologia Magica” di Alberto Fenoglio. In effetti, in una pagina di quel libro, l’autore riporta quei segni definendoli, con malinconica semplicità “Alfabeto segreto dei Templari”
Con quel codice è facile leggere la sigla incrociata OSMTH (con la M in comune al centro), che potrebbe significare « Ordo Supremus Militum Templi Hierosolymitani ». Ma stiamo parlando di sigle (si pensi che per ogni rotazione di 90 gradi del sigillo, ogni simbolo diventa una lettera differente)… e poi non so se l’alfabeto proposto da Fenoglio sia attendibile. Infatti, se utilizziamo per la codifica quello riportato da Mario Ruberi ne “I Cavalieri Templari e la Sindone” “che sembra più logico e regolare) la sigla che otteniamo è: ASMTH.
Cosa può significare quella “A” al posto della “o” di Ordo? … Associazione ?!?… mi sembra strano! In ogni caso, qualsiasi cosa significhi, l’intero acrostico potrebbe leggersi come ASMoTHeo, il Guardiano dei Tesori… e chi può negare che i Templari furono i più famosi guardiani di tesori della storia?
Questa coincidenza, unita al “puntatore” utilizzato nel sito, mi ha convinto a scrivere qualcosa su questo Demone “minore”.
E’ chiamato Asmodeus in latino, Asmadaios in greco, Ashmoedai in ebraico, As'medi in aramaico. In lingua persiana Aeshma-Daeva era il Demone Distruttore, Sterminatore.
Il suo nome sembra significare “ il rovente fiato di Dio ” ed è legato alle lettere ebraiche - Shìn Tzadé Hain – Espiazione, Delusione, Rovina.
Dante Alighieri non lo inserì fra i numerosi personaggi che popolano la sua “Commedia”, ma questo non è un disonore…. Neanche la Maddalena è lì! Ma Asmodeo ebbe il suo ruolo di protagonista in letteratura: “El diablo cojoelo” scritto dallo spagnolo Lui Velez de Guevar nel 1623. Più tardi, il francese Alain-René Lesage riprenderà questo tema nella sua opera "Le Diable boiteux”, una satira sui costumi del XVII sec.
Antiche tradizioni apocrife narrano che esso sia nato dall’unione di Adamah il Primo Uomo, con Lilith la Dea Nera bella e terribile. Ashmoedai era il primogenito di 7 demoni fratelli: Mahawet, Sham’ha, Naam’ha, Shibbetha, Bahael e Rhu’ha (questa gerarchia “minore” è tratta dal Dragone Rosso, il famoso grimoire edito ad Avignone nel 1522, e qui già lo vediamo come Guardiano di Tesori)
Forse la sua nascita “bastarda” condizionò i suoi poteri. Fu sempre considerato il demone della lussuria. Sorvegliava gli accoppiamenti che avvenivano nei sogni: l’Incubus maschile (che violava le donne addormentate) e il Succubus femminile (che ammaliava i sogni degli uomini) erano, entrambi, suoi servitori. Questo potere sulle “pulsioni sessuali” gli fece meritare la fama di “guastatore dei matrimoni”, ed è in questo ruolo che egli compare (soltanto una volta) nella Bibbia: Tob. 3, VIII.
Il versetto latino che lo riguarda può essere tradotto con diverse parole… per non urtare la sensibilità di nessuno, lascio che ognuno segua la propria interpretazione, oppure si fidi di una Bibbia.
Il Libro di Tobia ci racconta che Asmodeo aveva ucciso i sette mariti di Sara, ma fu vinto bruciando una “mistura” di cuore e fegato di pesce (questa miscela era stata suggerita dall’Arcangelo Raffaele - la Medicina di Dio). Il terribile odore scaccerà Asmodeo dal corpo di Sara e l’Angelo Raffaele potrà così incatenarlo mani e piedi (come lo vediamo nell’ex-libris di Saunière) e trascinarlo nei lontani deserti dell’Alto Egitto.
Un'altra leggenda ci dice che egli era il Guardiano delle Pozze d’Acqua nei deserti; in particolare aveva il controllo della Fonte della Vita e, grazie a questo, Egli ricattava i lebbrosi e gli ammalati, costringendoli a lavorare per lui.
Ma Asmodeo non è sempre così cattivo, anzi… in alcune storie del folklore ebraico, egli è descritto come un diavolo allegro, vivace e birichino, un tipo simpatico e spesso un amico della gente... se tu riuscivi ed entrare in confidenza, Egli poteva regalarti pietre preziose e monili d’oro, poteva insegnarti la Geometria e l’Aritmetica, poteva svelarti i segreti dell’Astronomia e della Meccanica, poteva addirittura renderti invisibile e, infine, rivelarti i luoghi dove erano nascosti immensi tesori.
Bastava fare un patto con lui.
Re Salomone doveva conoscere la maniera propiziarselo o, forse, intrappolarlo.
Si narra che Asmodeo dettò al Re il terzo dei Libri del Potere, quello della Perla, Qitab-al-Luluà, che permette a chi lo possiede di capire i segreti dei numeri, dei pesi e delle misure.
Il Talmud ci dice che, con una “Frase Magica”, Salomone costrinse Asmodeo a guidare la mano del suo architetto, Hiram, nella costruzione del Tempio. Poi, Il Re fece incidere queste “Parole Magiche” sulla “Clavicula SalomoniS” (non il celebre Grimoire, ma il Grande Smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero).
Salomone pagò il lavoro di Hiram donandogli lo Smeraldo. Dopo l’assassinio del grande architetto, questa pietra (doppiamente preziosa) passò nelle mani di Simon Mago e, si dice, fu proprio quella che il Mago promise a Simon Pietro se egli gli avesse rivelato i Segreti dello Spirito Santo. Il Primo Apostolo non si fece corrompere ma, forse, si impossessò ugualmente dello Smeraldo, dopo aver vinto l’Eretico nella famosa “sfida volante”… ma questa è già un’altra storia.
Ritorniamo ad Asmodeo. Il suo “compito” all’Inferno era quello di supervisore delle bische, ma il suo “spirito libertino” lo faceva spesso risalire nel mondo dei vivi. E il suo aspetto non era certo rassicurante. Innanzitutto era furioso ed urlante. Spesso si presentava armato di una lancia, cavalcando un dragone . Alcuni lo vedevano come una specie di mostro acquatico. Altri dicevano che aveva tre teste: una umana, una taurina e una caprina. Il suo corpo era una orribile chimera: aveva una zampa da cavallo e un’altra di gallo, coda di rospo, squame di serpente, e le sue bocche vomitavano fiamme.
Oltre a quello italiano, già segnalato da Monsieur Fons, di S. Maria di Piave, ne ho visto uno (dal sito dell’amica italiana Marisa Uberti) nella chiesa di Barbana, fra le isole venete di Grado: ad una analisi superficiale, è della stessa scuola del precedente. Curiosando per la “mia” Roma, ne ho poi trovato un altro nella Basilica di “San Paolo fuori le Mura”: l’opera fu scolpita nel 1860. Un amico mi ha informato di un ulteriore Asmodeo in una chiesa di Capua, vicino Napoli. Ogni tanto passo da quelle parti. La prossima volta proverò a controllare, e voi sarete i primi a saperlo.
Il nostro «Dable Negre» della Magdalena di RLC è ormai una copia di una copia, e le sue ali non gli permettono più di volare. Tuttavia, come scrisse Eco, quando l’originale non c’è più l’ultima copia E’ l’originale! Ho letto da qualche parte che la sua spalla è segnata da cinque scalfitture e che, illuminato da una certa angolazione, l’ombra del suo mantello somiglia alla testa di un cavallo. Di questo non mi stupisco…. forse sono cose dovute al caso. E’ però evidente che Asmodeo ci parla: basta guardare la sua bocca spalancata, per capire che vuole dirci qualcosa in un linguaggio perduto, che abbiamo ormai dimenticato.
Mi incuriosisce di più la doppia direzione dei suoi occhi strabici, la sua mano sinistra appoggiata sulla scomoda postura del ginocchio e, infine, quella destra che forma un cerchio. Ma a me non sembra che voglia formare un cerchio: più che altro la vedo pronta a ricevere l’asta della lancia, armato della quale cavalcava il suo dragone. Chissà quanto era lunga?
Ammetto di aver aggiunto ben poco a quel che già tutti sapevano, ma spero che voi non consideriate del tutto “inutile” ciò che ho scritto. Seppure non è quello terribile del XV Arcano dei Tarocchi, concorderete con me che parlare del Diavolo (senza farlo arrabbiare) non è mai una cosa facile, anche se si tratta di un “Piccolo-Diavolo” come Asmodeo.
Mi sono chiesto spesso se non ci sia anche lui, in mezzo alla moltitudine di demoni che popolano le Tentazioni di S.Antonio…
18-15-13-1 **28. 02. 2004.** 1500