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E’ inutile presentare l’abate Henri Boudet
che detiene un ruolo essenziale nella storia delle due Rennes. Tranne
“La Vraie Langue Celtique” sua opera più celebre che tutti gli
appassionati hanno letto, sono conosciuti solo alcuni suoi brevi
scritti. Si pone allora una domanda molto semplice: esistono altri
scritti di Henri Boudet prima e dopo “La Vraie Langue Celtique”? In
tutta la bibliografia esistente su questa affascinante storia, questo
punto non mai stato preso in considerazione. Ma alla domanda esiste
una risposta? E’ quello che vi rivelerà il mio amico Jean Haldezos nel
testo e nei documenti che vi presenta.
Patrick
Mensior
HENRI BOUDET,
L'ERUDITO
La conoscenza di Henri
Boudet pour le lingue d’Oc, latina, greca, inglese e spagnola, ne fa
un erudito che non ha mai nascosto le sue passioni per la sua regione,
per la storia in generale e per la linguistica.
Nel 1887, pubblica
presso l’editore Pomiès di Carcassonne, il suo libro “La Vraie Langue
Celtique et le Cromleck de Rennes-les-Bains”.
L’autore sottomette la
sua opera al giudizio dell’Accademia delle Scienze, Iscrizioni e Belle
Lettere di Tolosa la quale nè farà un resoconto nella sua seduta del 5
giugno 1887.
L’8 gennaio 1888, viene
eletto membro della Società delle Arti e di Lettere di Carcassonne.
Nel 1893, scrive un
breve studio intitolato “Annotazioni sulla fonetica del dialetto della
Linguadoca”.
Il 3 febbraio 1894,
Louis Fédié gli consacrerà un articolo molto lodevole.
Nel 1896, presenta “Du
nom de Narbonne”.
Con alcuni testi
supplementari come « Axat », questi testi è tutto quello che abbiamo o
quasi di Henri Boudet. Eppure le mie ricerche mi hanno portato a
scoprire altri lavori del curato di Rennes-les-Bains, i quali sono
forse precedenti a quelli già elencati.
Nella “La Rivista delle
Questioni storiche del 1 gennaio 1876, anno secondo, pagg. 334 a 338”,
sotto la firma “H.Boudet”, è apparso un articolo con il titolo
“Periodici spagnoli”. Esaminando la forma e il contenuto, questo testo
non sembra essere nato sotto la penna del nostro curato, ma è
interessante segnalarlo ai ricercatori per potere ottenere una
risposta positiva o negativa su questo punto.
Per contro, abbiamo
pensato a lungo che i testi di Boudet non passarono mai i confini
della sua regione e solo depositati alla Società delle Arti e delle
Scienze di Carcassonne. Ma, niente di tutto questo. Ho scoperto il
sacerdote e i suoi lavori alla Società Linguistica di Parigi. Nel
bollettino del 1896-1898 della sapiente Società, nel corso di una
seduta del 20 novembre 1897 (pagg.lxxj del bollettino), i Sigg.ri
Imbert e Duvau presentato il Sig.abate Henti Boudet, curato di
Rennes-les-Bains dell’Aude, affinché diventi membro della Società.. Il
sacerdote della piccola stazione termale dell’Aude sarà eletto membro
della Società Linguistica di Parigi il 4 dicembre 1897 (pgg.xcj).
Nel corso della seduta
del 5 febbraio 1898 (pagg.lxxxij) e (lxxxiij), lavori sulla linguadoca
precedentemente presentati da Henri Boudet ai suoi colleghi sono
oggetto di un riassunto da parte del Sig.Duveau: “Partendo da questo
principio che un certo numero di parole impiegate nella locuzione già
fatte non sono suscettibili di una etimologia latina, e dall’altra
parte, un buon numero di parole, che foneticamente possono essere
collegate al latino, presentato un significato divergente
dall’originale supposto, Sig.Boudet propone di dare una parte più
grande all’elemento germanico nell’analisi etimologica nel linguaggio
della linguadoca.”
La maggioranza dei
membri presenti portano delle loro osservazioni.
Ritroviamo il curato di
Rennes-les-Bains nel 1902 presentando un altro lavoro ai suoi colleghi
(bollettino della Società Linguistica di Parigi tomo XII 1901-1903).
Nel corso della seduta del 24 maggio 1902 (pagg.lxxxiij e lxxxiv) è
stata data lettura ai membri presenti di un lavoro di Boudet su alcuni
nomi di luoghi in Linguadoca. Sig.Boudet propone di spiegare questi
nomi con radici germaniche. Osservazioni sono fatte da differenti
membri.
Se questi inediti
documenti non hanno nessun legame diretto con il mistero di
Rennes-le-Chateau, spero che possono contribuire a meglio
circoscrivere la personalità del curato di Rennes-les-Bains. Ad ogni
modo, sono la prova che esistono ancora tesori da scoprire.
Jean Haldezos
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